Il pappagallo e il condor

Favola peruviana "il pappagallo e il condor"

Questo racconto dura 2 minuti

Questo breve racconto arriva da una terra lontana, che ospita innumerevoli ricchezze naturali, e la cui cultura millenaria è ricca di storie e leggende cariche di saggezza e sani principi, il Perù.
Essere umili, e vivere con i piedi ben piantati a terra, nel rispetto degli altri, con onestà e saggezza: sono virtù che un pappagallo tanto bello quanto crudele imparerà a conoscere grazie al “consiglio” di un imponente condor.


 

Un pappagallo pettegolo e vanitoso riposava sotto il sole andino della cordigliera, pensando:

“Non esiste animale più bello di me. Ho stupende piume variopinte e la mia voce è chiara e forte. Penso proprio che il mio destino sia quello di comandare”.

Da quel momento si sentì prescelto e decise di mettere in pratica il suo desiderio di potere. Osservò un piccione costruirsi il nido con rametti secchi, e gli disse:

“Costruisci il tuo nido con foglie verdi, avrai un nido più morbido.”

Il piccione costruì il suo nido seguendo il consiglio del pappagallo, ma il primo colpo di vento lo spazzò via.

Passò una tartaruga e il pappagallo osservò indisponente:

“Sei uno stupido animale, ti porti appresso la tua casa! Toglitela di dosso, ti sentirai meno affaticata.”

La tartaruga obbedì senza fiatare: la sua voce forte e chiara la convinse che il pappagallo sapesse il fatto suo. Quella notte, purtroppo, si mise a piovere e la tartaruga, abituata com’era a essere ben coperta, si ammalò.

Passò una lucertola e il pappagallo ordinò:

“Tagliati la coda, correrai più velocemente!”

La lucertola prese una pietra e con un colpo netto si tagliò la coda. Ferita e dolorante andò a trovare le sue compagne in cerca di conforto, ma queste la schernirono e la abbandonarono alla sua sorte.

Un grande condor, che sorvolava in quel momento la foresta, con la sua enorme apertura d’ali coprì per un momento la luce del sole. Il pappagallo irato gridò:

“Come osi togliermi il sole, anche solo per un momento? Non permetterti mai più, io sono il Re del Bosco!”

“Perché dici di essere il Re del Bosco?”, chiese interdetto il condor, che non aveva mai sentito niente di simile da un così stupido pennuto.

“Perché quando parlo io tutti mi obbediscono, anche a costo di rimanere senza vestito o senza coda. La mia voce è così forte e chiara che nessuno osa contraddirmi.”

Il condor osservò impietosito il piccione senza nido, la tartaruga raffreddata, la lucertola dolente, e davanti a questo spettacolo si arrabbiò moltissimo.

“Chi dà cattivi consigli danneggiando i propri simili è ignorante e vanitoso; ma se in più si inorgoglisce per le ingiustizie commesse allora è decisamente crudele e malvagio!”

E, detto questo, il condor obbligò il pappagallo vanesio ad allontanarsi dal bosco e a non tornare mai più.

 

Copyright: l’autrice di questo racconto è Adriana Alarco (http://www.adrianaz.it/ – http://adriana-alarco.blogspot.it/  ), scrittrice nata a Lima, Perù, che ci ha autorizzati alla riproduzione di questa sua opera. Si ringrazia per la preziosa collaborazione Gianluca Turconi (https://www.letturefantastiche.com/index.html).