Ma-Lian ed il pennello magico

favola Ma-Lian

Questo racconto dura 4 minuti

Un’antica storia cinese racconta delle avventure del giovane Ma-Lian, un bambino come tanti, che un giorno riceve un magico dono che cambierà per sempre la sua vita e quelle delle persone a lui vicine.

Un insegnamento di come nella vita non basti la magia per far cose incredibili e strabilianti: senza la bontà e la furbizia questa è inutile e talvolta pericolosa.


 

C’era una volta, tanto tempo fa, in un lontano paese della Cina, un bambino di nome Ma-Lian.

Ma-Lian era orfano, e per vivere aiutava il contadino che lo ospitava raccogliendo la legna nel bosco, e prendendosi cura delle piante da frutto. Quando non aveva nulla da fare correva in riva al fiume e si divertiva a disegnare sulla sabbia, con un ramoscello, animali, fiori ed oggetti vari. Non aveva carta né colori e tanto meno pennelli, ma aveva ingegno, fantasia e buona volontà: con gli strumenti adatti, sarebbe stato un ottimo pittore.

Una notte il bambino face un sogno incredibile: sotto un magico cielo stellato, c’era un simpatico vecchio con una lunga barba bianca. Sorrideva ed aveva in mano uno strano pennello, e lo agitava parlando una lingua che Ma-Lian non comprendeva. Probabilmente stava spiegando come utilizzare quel pennello, ma il bambino non capì una parola di quello che il simpatico vecchietto gli stava dicendo.

Quando si svegliò, stranamente, si ritrovò nella mano destra un pennello, proprio identico a quello sognato, che emanava una delicata luce rosa. Ai piedi del suo letto c’erano inoltre alcuni fogli bianchi, talmente candidi da sembrare finti, ma erano lì, pronti per essere disegnati dal suo nuovo, misterioso, pennello.

Stupito e felice per quel misterioso ed inatteso regalo, il ragazzo disegnò subito una volpe, e non ebbe bisogno di colori: dalle setole del pennello uscivano, al passaggio sul foglio di carta, i colori giusti per completare il disegno. Quand’ebbe finito, la volpe prese vita, srotolò la lunga coda argentata e scappò via nel bosco.

Ma-Lian rimase fermo immobile per qualche minuto, era esterrefatto, non voleva credere ai propri occhi.

Così prese un nuovo foglio bianco e disegnò un ramoscello pieno di bellissimi fiori rossi. Ed in men che non si dica il ramoscello uscì da foglio e cadde per terra ai piedi di Ma-Lian.

Ma-Lian

Ma-Lian ed il pennello magico

Ma-Lian era al settimo cielo, finalmente, grazie a quel pennello, avrebbe potuto seguire quello che il suo bel carattere gli suggeriva continuamente di fare: aiutare le persone in difficoltà. Ogni giorno disegnava qualcosa per i poveri come lui: a chi aveva bisogno un aratro disegnava un aratro, chi voleva una zappa o qualsiasi altro oggetto poteva averlo, bastava che Ma-Lian glielo disegnasse col suo magico pennello.

In paese, in poco tempo, tutti vennero a sapere della sua incredibile bontà e del magico pennello che possedeva. Così un giorno si presentò alla sua capanna un ricco mercante.

“Voglio che tu disegni per me quello che ti dirò!”. Urlò con prepotenza il mercante.

“Perché dovrei?”, rispose con calma serafica il bambino. “Tu hai già molti soldi, se hai bisogno di qualcosa puoi comprarla.”

Il ricco ed avido mercante non ci pensò due volte. Arrabbiato per la risposta ricevuta, fece arrestare Ma-Lian e lo fece rinchiudere in una fredda prigione. Senza luce, senza acqua e senza cibo.

“Tornerò tra una settimana!”, disse il mercante, “Sono sicuro che allora farai quello che ti dirò.”

Passarono da allora sette lunghi giorni, e l’arrogante mercante fece visita al ragazzo.

Ma, entrato nella sua cella, lo trovò in ottima salute: stava seduto accanto a una stufa accesa e mangiava buonissime frittelle appena preparate. Il bambino aveva disegnato quello di cui aveva bisogno.

Fuori di sé urlò: “Voglio quel dannato pennello, subito!”

Ma, svelto come una saetta, Ma-Lian disegnò un grosso cavallo bianco, gli saltò in groppa e fuggì. Galoppò fino alla città e qui trovò molti ammiratori e compratori dei suoi bellissimi dipinti. Aveva imparato che, per non far prendere vita agli animali dei suoi disegni, bastava non colorargli gli occhi.

Un giorno però, una macchiolina di colore sgocciolò dal pennello e cadde sul foglio, proprio sul capo della cicogna che aveva appena disegnato. L’animale dapprima spalancò gli occhi, e dopo poco aprì le ali e volò via.

Lo strano avvenimento fu visto da molte persone, che lo raccontarono a parenti ed amici. E con un lungo e continuo passa-parola, in breve tempo, in tutta la Cina non si parlava di altro se non di quel ragazzo con il pennello magico.

La vicenda della cicogna che aveva preso vita da un disegno arrivò anche all’Imperatore della Cina, che volle scoprire cosa c’era di vero nelle dicerie che correvano da un paese all’altro.

Quando l’Imperatore fu informato di dove si trovasse Ma-Lian, spedì un gruppo di guardie al suo villaggio per farlo imprigionare, e gli confiscò il pennello. Provò così ad utilizzarlo e, avido e maldestro com’era, tentò di disegnare una montagna di monete d’oro. Ne venne fuori, invece, una montagna di pietre, che gli cadde rovinosamente addosso. Una di queste addirittura gli schiacciò un piede e gli fece diventare l’alluce gonfio e tutto nero.

L’imperatore però non si diede per vinto, e continuò con i suoi esperimenti. Disegnò dei lingotti d’oro, ma ne fece uno così lungo che all’improvviso lo stesso si trasformò in un serpente, grande ed affamato.

“Portate qui il ragazzo!”, urlò l’Imperatore esasperato.

Appena Ma-Lian ebbe impugnato il pennello, il serpente scomparve sottoterra. L’Imperatore, ripresosi dalla paura, ordinò:

“Disegnami il mare! E adesso una nave! Devo salpare con il mio esercito per andare alla conquista di terre nemiche!”. Ma-Lian sembrava triste e sconsolato, ed ubbidì agli ordini del tiranno. Sotto sotto però il bambino nascondeva un furbo sorrisetto. Aveva un piano.

Quando la nave fu pronta, l’imperatore salì a bordo insieme ai suoi soldati, armati e pronti a combattere, ed ordinò ancora al pittore di disegnare il vento.

Ma-Lian ubbidì, ma invece di disegnare un soffio di dolce brezza, calcò molto la mano e con un ultimo sapiente colpo di pennello disegnò una vera e propria bufera.

“Buon viaggio a tutti!”, gridò Ma-Lian.

Si levò così una tempesta spaventosa che portò via la nave col suo carico, e nessuno seppe più in quale parte del mondo l’imperatore ed il suo esercito fossero arrivati.

 

Questo racconto è reperibile on-line in numerosi siti web; in questa versione è stata mantenuta la trama generale, ma sono stati modificati alcuni passaggi narrativi secondo il gusto dell’autore, Marco Sinigaglia. Ulteriori informazioni

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