Mi racconti una storia?

favole messy brains

“Mi racconti una storia?” è una delle domande più emozionanti che un genitore possa ricevere dai propri bambini. Quando, presi dalle nostre mille attività, sentiamo la vocina di un figlio o di un nipote che ci chiede un po’ di attenzione, non possiamo restare indifferenti, ed accogliamo la richiesta con grandissimo piacere…quasi sempre.

Capita molto spesso, infatti, che questa semplice ed innocua domanda faccia scatenare in noi una serie di sensazioni che vanno dall’entusiasmo di potersi cimentare in un’interpretazione degna del miglior Gassman, all’ansia generata dal dover inventare una buona favola che tenga alto l’interesse del giovane pubblico, soprattutto quando la nostra creatività è ferma all’epoca della quinta elementare.

In confronto al “Mi racconti una favola?”, la telefonata del capo, durante le ferie, per chiederti gentilmente di finire entro ieri un lavoro urgentissimo, “…perché sai, bla, bla, …ne va della tua carriera…bla, bla, bla”, risulta una sciocchezza.

Ok, ok, adesso non esageriamo, però se pensate che raccontare una favola, in fin dei conti, sia solo un modo per tenere impegnato un bambino per qualche minuto, state sottovalutando vostro figlio e le sue aspettative.

Se vostra figlia vi sta chiedendo di raccontarle una favola, lei, in quel momento, è pronta per diventare una principessa, a bordo di una carrozza bianca sfarzosissima, piena zeppa di dolci e gemme preziose in ogni dove, al limite del kitsch, con indosso un abito modello regina Elisabetta. Da lì a poco si ritroverà in mano un biglietto vincente per passare la propria vita in compagnia di un elfo e di una fatina, in una fabbrica di caramelle (le sue preferite) e di poterne mangiare senza sosta perché i suoi genitori, che sareste voi, proprio voi, le ripeteranno continuamente “Mangia queste caramelle, ti faranno crescere e non ti ammalerai! E basta con quelle verdurine fresche che fanno tanto male ai tuoi dentini!”.

E magari voi, colti impreparati dalla più semplice delle domande, ve ne uscite con un “Ma certo, perché no? Una favola dicevi eh? Eh, eh, dunque…sì, ecco, ci sono! C’era una volta…Dai, ma se guardassimo un cartone?”.

Il momento delle favole rappresenta una occasione molto importante per rendere forte e robusto il rapporto con i nostri figli o i nostri nipoti: attraverso le favole i bambini viaggiano con la mente in luoghi nuovi, a loro sconosciuti, e conoscono personaggi, emozioni, caratteri diversi da quelli che tipicamente sperimentano nelle loro vite. E da ogni racconto, da ogni favola, i bambini possono accrescere la loro conoscenza del mondo, dando un nome, un colore, un profumo, ad ogni emozione che i personaggi delle favole vivranno nelle loro vite fantastiche, e che i nostri bambini proveranno nella vita reale.

Quando vi sentirete chiedere “Mi racconti una favola?”, sedetevi su quella carrozza ed afferrate con forza le redini. Giratevi verso l’interno della carrozza e “Siete pronti a partire, miei piccoli passeggeri?”.

Buon viaggio, miei grandi e piccoli passeggeri, buon viaggio messy brains!

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